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“Hanno abusato di me”, le dichiarazioni di Nazila Maroufian, arrestata in Iran, ora in sciopero della fame

iran stuprata Nazila Maroufian
Pubblicato: 07/09/2023 10:30

Nazila Maroufian, è una giornalista di 23 anni che è stata arrestata a Teheran per la terza volta, in quest’ultima però ha dichiarato di essere stata stuprata dalle guardie. La sua notizia diventa una delle più terribili per tutte le donne in Iran che adesso hanno la conferma che le guardie potrebbero violentarle. Una paura che diventa invece realtà. Nazila racconta tutta la vicenda dal carcere di Evin, sono gli attivisti che le hanno dato voce postando sui social la sua voce tremante mentre confessa tutta la verità. Ora come riporta il Corriere della Sera, la ragazza già da una settimana sta seguendo lo sciopero della fame.
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La battaglia di Nazila e l’arresto

La storia di Nazila è probabilmente la storia di moltissime altre ragazze e donne che ormai da anni protestano. Proteste che nell’ultimo anno sono diventate sempre più “rumorose”, perché è il momento di dire basta per le violenze e i soprusi che loro donne devono subire. In primo luogo Nazila è stata arrestata per non portare il velo, ma secondo le accuse per aver portato avanti anche propagande contro il sistema, diffondendo ai più notizie false.
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Hanno abusato di me nelle peggiori condizioni, mentre venivo arrestata nella mia casa“, queste le dichiarazioni di Nazila che sono state poi diffuse sui social. La violenza che lei ha subìto è un qualcosa che è stato anche perpetrato ad altre donne, che hanno però deciso di non esporsi. La ragazza ha soltanto confermato una notizia che “aleggiava” già da tempo, ovvero che donne, ma anche uomini vengono stuprati e lo stupro viene usato come strumento di tortura.

Nazila è riuscita quindi a lasciare queste parole alla sua famiglia, con voce tremante, e ancora sotto shock. “Lo sciopero è per me, ma anche per tutte le donne in condizioni terribili in Iran. Quella della violenza è una realtà e chiunque non ne parli ha le sue ragioni per avere paura”. L’impotenza delle istituzioni, dei media anche che cercano sempre di diffondere ciò che avviene in Iran diventa sempre più grande. Assistere senza notare nessun cambiamento.

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