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Arisa cacciata dal Gay Pride per colpa di Meloni. Ma lei risponde duramente: “Secondo me Giorgia Meloni…” (il VIDEO)

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Pubblicato: 31/05/2023 14:05

Arisa era una delle ex-madrine più attese al Gay Pride di quest’anno di Milano a Roma, e invece le è stato consigliato di non presentarsi affatto. Perché questo cambiamento improvviso nella comunità LGBTQ+? A causa di alcune dichiarazioni di Arisa sulla premier Giorgia Meloni, parole che non sono passate in osservate e non sono state sicuramente viste di buon occhio. Vediamo però insieme cos’ha dichiarato Arisa in merito alla Meloni e come ha reagito quando ha scoperto di essere esclusa dal Pride.
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still da clip “Arisa “Mi piace la Meloni, so che mi verranno contro per questo” |LA CONFESSIONE”


La voce di Arisa ha quindi attirato il pubblico, ma non sicuramente per le sue doti canore in questo caso. In un’intervista rilasciata a Peter Gomez, conduttore del programma “La confessione” su NOVE, ha dichiarato di stimare molto la Meloni alla domanda se le piacesse o meno. Senza la minima esitazione ha risposto prontamente “Si, e questa cosa mi verrà contro e tutti i miei amici mi hanno sconsigliato di fare questo discorso perché tutti mi avrebbero additato come fascista.”

Le forti dichiarazioni di Arisa in merito Giorgia Meloni

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still da clip “Arisa “Mi piace la Meloni, so che mi verranno contro per questo” | LA CONFESSIONE”


Dopo ciò che ha asserito la famosa cantante, possiamo quindi ben capire perché tali esternazioni e giudizi non siano piaciuti alla comunità LGBTQ+ specialmente ora che vede sempre più in bilico i propri diritti a causa del nuovo governo. Infatti più di una volta il nome stesso di Giorgia Meloni è stato accostato a posizioni politiche viste come ostili nei confronti dei diritti LGBTQ+ e altre minoranze. Quindi molti si sono chiesti come un’icona tale, Arisa, ex-madrina del Pride 2022, abbia potuto sostenere tale figura politica. Il Pride rappresenta un momento importantissimo per la comunità, offre un’opportunità fondamentale per celebrare l’identità di genere e orientamento sessuale in un contesto come quello di inclusione e accettazione.
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Molti sostengono che Arisa abbia diritto alla libertà di pensiero come tutti noi, e chi siamo per impedirglielo, ma alle volte le parole hanno un peso e una persona in mostra come lei dovrebbe forse riflettere più attentamente ai pensieri esternati. In particolar modo se contrastano l’iniziativa della comunità LGBTQ+.

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“Lei si comporta come una mamma severa e spaventata, madre di più figli e bisogna che faccia cose che vadano bene per tutti. A uno dei quattro figli può sembrare che agisca in modo … ma ci vuole tempo, e da parte nostra c’è bisogno di un cambio di atteggiamento non in lotta, ma verso il dialogo”.
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La forte decisione degli organizzatori del Pride 2023


Le dichiarazioni positive di Arisa su Giorgia Meloni hanno generato forti critiche nella comunità LGBTQ+. Proprio per questo è arrivata quella che è stata una decisione drastica. Infatti il manager della cantante ha ricevuto un “consiglio” da parte degli organizzatori del Pride consigliandole di non presentarsi a Milano a causa dell’ipotesi che molti membri possano metterla in imbarazzo. A seguito di ciò Arisa ha quindi deciso anche di non presentarsi la Pride di Roma, che ha comunque augurato un buon Pride a tutti concludendo il suo sfogo con “La diversità è fatta di opinioni, di esperienze e di modi di vedere la vita. La diversità è ricchezza. Me l’avevate insegnato voi”.
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Ovviamente gli haters come i sostenitori non hanno tardato nell’arrivare sotto i post della stessa Arisa su Instagram, divisi tra chi ha cominciato ad insultarla anche privatamente, e chi invece ha appoggiato la libertà di pensiero di cui voleva farsi portatrice la cantante. L’intervento di Arisa sulla Meloni ha quindi generato diversi dibattiti oltre a quello della libertà di pensiero, come per la critica sociale e il ruolo degli artisti nella società. In merito a quest’ultimo, essendo gli artisti personaggi di rilievo specialmente oggigiorno grazie ai social, dovrebbero forse essere più consapevoli della responsabilità sociale e non che deriva dalla loro popolarità.

FONTE: Il Paragone