Travestita da rider, evade dai domiciliari e lascia la Russia: la storia di Masha

 Travestita da rider, evade dai domiciliari e lascia la Russia: la storia di Masha

E’ riuscita a evadere dai domiciliari e a lasciare la Russia travestendosi da corriere di un food delivery: la pussy riot Maria Aljokhina ha così potuto fuggire dal regime di Putin che l’ha più volte arrestata per le proteste a cui ha preso parte. “Masha”, come viene chiamata dagli amici, ha anche trascorso due anni in carcere per una provocazione avvenuta nella Cattedrale del Cristo Salvatore nel 2012, quando aveva intonato una preghiera “anti-Putin” per pochi secondi insieme ad altre Pussy Riot.

La 33enne non aveva nessuna intenzione di lasciare la Russia, nonostante le continue vessazioni che ha subito e i tanti arresti per i motivi più disparati. Solo negli ultimi mesi è finita agli arresti per 6 volte. Ogni volta per accuse fittizie cadute dopo 15 giorni. Ma a seguito di alcune serie minacce ricevute nelle scorse settimane, lei e la compagna hanno capito che stavano correndo un rischio troppo grande.

Masha era stata anche destinataria di alcune “restrizioni della libertà” della validità di 12 mesi nell’ambito dell’emergenza sanitaria, una serie di controversi provvedimenti presi dalle autorità contro gli oppositori di Putin usando come scusa le norme anti-covid.

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