Spagna, docenti vanno a scuola in gonna per abbattere i pregiudizi di genere

 Spagna, docenti vanno a scuola in gonna per abbattere i pregiudizi di genere

“I vestiti non hanno genere”: è questo il grido rivoluzionario che nelle ultime settimane si sta elevando in diverse scuole europee, in nome dell’inclusività.

E pensare che tutto è nato da una piccola scintilla. Il classico “caso isolato” che spesso viene spento sul nascere da una società che fa fatica a liberarsi dai pregiudizi di genere.

Lo scorso novembre, uno studente di Bilbao, nei Paesi Baschi, di nome Mikel Gomez, si è presentato a scuola con la gonna. Il ragazzo ha pensato di sostenere, in questo modo, un movimento femminista locale che protestava per il dresscode imposto dalla scuola. Dopo aver suscitato l’ilarità dei compagni e attirato qualche insulto, Mikel è stato chiamato nell’ufficio del preside che lo ha sospeso e costretto ad andare dallo psicologo.

Il giovane ha deciso di raccontare quanto accaduto su TikTok, raccogliendo la solidarietà di centinaia di migliaia di persone. Tra queste c’era anche Jose Piñas, insegnante di matematica di Mikel, che qualche giorno dopo ha deciso di presentarsi a scuola in gonna lanciando l’hashtag #LaRopaNoTieneGenero: i vestiti non hanno genere, appunto:

“Molti insegnanti si sono girati dall’altro lato. Io invece voglio essere solidale con Mike. Nel 2021 non si può essere sospesi per un vestito” ha spiegato il docente.

Lo scorso maggio, altri due professori di una scuola elementare di Valladolid, Manuel Ortega e Borja Velàzquez, hanno deciso di indossare una gonna in classe dopo che un loro giovanissimo alunno era stato oggetto di insulti omofobi a causa di una felpa che riportava alcune immagini di un anime giapponese considerato troppo “femminile”. Lo studente è stato umiliato da alcuni compagni e da qualche adulto, tanto che è finito per togliersela.

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