Rapita, violentata e venduta poiché albina in Nigeria, diventa dottoressa a Trento

 Rapita, violentata e venduta poiché albina in Nigeria, diventa dottoressa a Trento

A 23 anni diventa dottoressa dopo essere riuscita a fuggire dai suoi aguzzini. Joy Ehikioya, rifugiata nigeriana arrivata in Italia a bordo di un barcone, è stata vittima di discriminazioni e abusi nel suo Paese. Un destino che accomuna tutti gli albini africani. Sì, perchè Joy è un’albina e, a causa delle superstizioni e dei pregiudizi, molte persone hanno creduto di poter disporre della sua vita a loro piacimento.

La ragazza è la più piccola di quattro figli. I suoi genitori hanno sempre provato a proteggerla cercando di limitare le occasioni in cui potesse essere perseguitata o peggio. Ma ben presto si sono resi conto che non era possibile tenerla lontano da tutto. Quando era piccola le discriminazioni e le minacce erano mascherate da bullismo e considerate “un gioco”. Per cercare di avere una vita normale ha cambiato spesso città, ma ovunque andasse subiva lo stesso trattamento.

Nel suo diario, pubblicato sul sito Dimmi, Joy ha raccontato che usciva di casa in orari prestabiliti, soprattutto la mattina presto. Prima che gli altri si svegliassero per poi rientrare prima che uscissero di casa. Proprio durante una di queste sue uscite è caduta in un’imboscata: “Mentre mi trovavo a due isolati da casa, due uomini mi hanno immobilizzata e rinchiusa nel portabagagli di un’auto. Non sono riuscita a fare niente”.

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