Green pass come il tatuaggio nei lager nazisti: deputato no-vax nella bufera

 Green pass come il tatuaggio nei lager nazisti: deputato no-vax nella bufera

Scalpore verso le tesi del deputato siciliano è arrivato anche dal capogruppo del M5S all’ARS, Giovanni Di Caro:

“Paragonare il Green pass ai tatuaggi dei campi dello sterminio nazista di 6 milioni di ebrei è qualcosa che fa semplicemente raggelare. Peggio ancora se queste affermazioni vengono fatte da chi ha un ruolo pubblico ed è chiamato a rappresentare il popolo siciliano, vaccinato e non”.

Sulla vicenda si è espressa anche l’europarlamentare dem Pina Picierno: “Un fatto ignobile che costituisce un altro segnale di un clima sempre più aberrante. Evocare l’Olocausto o le leggi razziali per attaccare il Green pass è atto inqualificabile e che denota ignoranza sconfinata”.

 “Associare il green pass a teorie del controllo, veicolare complottismi su dittature in arrivo, agitare presunte discriminazioni: sono stratagemmi deliranti e offensivi, che danneggiano l’Italia” ha continuato Picierno.

“L’obbligo del green pass per accedere alla vita pubblica è l’unica alternativa all’adozione di nuove restrizioni che metterebbero in ginocchio la nostra economia. Mi appello quindi a tutta la politica italiana: si eviti di fomentare dietrologie pericolose”.

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