Green pass come il tatuaggio nei lager nazisti: deputato no-vax nella bufera

 Green pass come il tatuaggio nei lager nazisti: deputato no-vax nella bufera

Green pass paragonato al marchio impresso sulla pelle delle persone internate nei lager nazisti: questo il delirante post del deputato dell’Assemblea regionale siciliana Sergio Tancredi, ex M5S.

L’attuale esponente di Attiva Sicilia ha pubblicato sui suoi social l’immagine di un tatuaggio che richiama il tristemente noto marchio numerico utilizzato nei campi di concentramento per l’immatricolazione dei prigionieri accompagnato dalla scritta: “A breve… per chi non si allinea… magari pratica inserita in un Dpcm! Sapevatelo…#malatemporacurrunt”.

Nonostante alcuni dei suoi stessi sostenitori abbiano provato a sottolineare la stupidità e l’offensività del suo post, Tancredi ha continuato a sostenere le sue ragioni, aggiungendo che “dovremmo provare tutti ad evitare che la storia si ripeta. O a pagarne le conseguenze saranno quelli che oggi hanno 11-12 anni”.

La reazione alle sue parole è stata molto forte, tra chi lo ha fortemente criticato e chi ha provato a fargli capire che lanciarsi in un paragone così lontano dalla realtà è fastidiosamente populista e che anche solo per questo motivo andrebbe evitato.

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