“Definire un uomo ‘pelato’ è molestia sessuale”: la sentenza che cambia la storia

 “Definire un uomo ‘pelato’ è molestia sessuale”: la sentenza che cambia la storia

Chiama “str*zo pelato un suo sottoposto: supervisore condannato per molestie sessuali”

“Difficile convenire diversamente; in quanto il supervisore ha pronunciato quelle parole con lo scopo di violare la dignità del ricorrente. L’obiettivo era creare per lui un ambiente intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo”, si legge nella sentenza. L’elettricista ha potuto esultare due volte visto che ha vinto anche la causa per licenziamento ingiustificato.

Nel pronunciarsi in favore di Finn, la giuria ha preso in considerazione un precedente caso giudiziario in cui un uomo fu condannato per aver molestato una donna facendo delle sgradite osservazioni sulle dimensioni del suo seno. “In quel caso è molto probabile che una persona che riceve un commento come quello sia una donna. Così come, in questo caso, è molto più probabile che una persona che riceve un’osservazione del genere sia un uomo. Il supervisore ha usato tale osservazione per ferire il ricorrente riferendosi a qualcosa molto sentita al suo genere”

LEGGI ANCHE: “Se mostri le t*tte c’è lo sconto”: cartello sessista, locale torinese nella bufera

autore02

....

Articoli correlati